Una piacevole sorpresa

Una piacevole sorpresa
Mia sorella Claudia era fidanzata con Igor da tre anni. Lui è un bravo ragazzo, molto simpatico. Spesso quando passava a trovare mia sorella qui a casa dei miei passavamo del tempo insieme anche io e lui, solitamente giocando ai videogiochi o raccontandoci la trama di qualche film. A volte mi aiutava nei compiti dato che lui ha quattro anni più di me.
Quasi tutti i sabati sera Igor si fermava a cena qui con noi. A tavola eravamo in cinque: i miei genitori, Claudia, Igor ed io.
Da qualche settimana però le cose erano cambiate, mia sorella usciva con le amiche prima di cena e non rientrava fino a tardi. Erano quasi quindici giorni che non vedevo più Igor passare a trovarla così, facendomi un po’ di cazzi suoi, le domandai il motivo. “Ci siamo mollati” rispose Claudia “Anzi…a dire la verità l’ho lasciato io”. Le chiesi come mai. Ero affezionato ad Igor, era praticamente diventato uno di famiglia. “Beh – continuò mia sorella – era da un po’ di tempo che le cose erano troppo abitudinarie, solita ruotine. E poi… ho conosciuto un ragazzo all’università e ci stiamo frequentando mentre sono in città”. La cosa onestamente mi dispiaceva. A quelle parole è stato come perdere un amico di lunga data.
Passò qualche settimana ed io, seppur dispiaciuto, non detti più peso alla cosa. La mia vita continuava tutto sommato in modo normale.
Un mercoledì, mia sorella, mentre era all’università come sempre accadeva durante la settimana, mi mandò un sms che diceva così: “Oggi pomeriggio passerà Igor da casa nostra. Viene a recuperare le sue cose che ha ancora in camera da me. Resta tu a casa per aiutarlo.”
Igor non si fece attendere. Alle 16:00 suonò il campanello per recuperare le sue cose. Claudia aveva messo tutte le sue cose dentro un s**tolone di cartone e in un borsone da viaggio. Quando aprii la porta vidi Igor decisamente sciupato. Era dimagrito e pallido, decisamente diverso da com’ero abituato a vederlo quando passava a trovare mia sorella. Non fu di molte parole, prese le sue cose ed iniziò a caricarsele in macchina. Tornò in casa per vedere di non aver dimenticato qualcosa. Prima di andarsene mi salutò…mi diede la mano. Poi crollò.
Iniziò a piangere come un bambino. Lo feci sedere un attimo sul divano. “Sta tranquillo” gli dissi “ti porto un bicchiere d’acqua”. “Non fa nulla… – rispose lui – E’ solo che tornare qui…mi manca Claudia…sono innamorato di lei. Mi manca tantissimo”.
Mi raccontò un po’ la vicenda e di come si sentisse distrutto. Vederlo così mi fece davvero pena. Solitamente era un ragazzo allegro e brillante e trovarlo in queste condizioni mi lasciò realmente colpito.
“Senti” gli dissi “Facciamo così, provo a parlare io con mia sorella. Magari riesco a farvi incontrare per chiarirvi, così puoi vederla e parlarle direttamente”. Igor sembrò sollevato da quelle mie parole. Vidi il suo viso riprendere improvvisamente vita, come se quella speranza di poter riconquistare mia sorella Claudia fosse per lui l’unica ragione per tornare a stare bene.
La sera parlai con mia sorella, poi presi il mio Nokia e mandai ad Igor un sms. “Vieni qui a casa nostra venerdì pomeriggio. Così potrete stare soli e vedervi”. Igor non stava nella pelle. Mi rispose praticamente subito ringraziandomi calorosamente. Dall’entusiasmo del suo sms di risposta capii che non vedeva l’ora di incontrare Claudia.
Venerdì pomeriggio alle 14:00 sentii suonare la porta. Guardai dalla finestra. Era Igor. Andai ad aprire la porta.
Aprii e c’era Igor immobile con una s**tola di cioccolatini in mano. “Che fai? Non entri?” Gli dissi io.
Igor mi guardò, impallidito. Probabilmente non credeva ai suoi occhi.
Martina era davanti a lui in tutta la sua sensualità.
I capelli lisci castani con la frangetta ed il trucco nero sugli occhi mi rendevano uguale a mia sorella Claudia.
Avevo messo su un bel rossetto rosa che mi lucidava le labbra carnose. Mi presentai più sfacciata e sexy che mai. Avevo addosso una canottierina-corpetto nera con sotto reggiseno push-up e nessuna gonna. Ero in autoreggenti velate nere, calze parigine fino al ginocchio e stivali neri lucidi. Anche se avevo promesso a Claudia di non indossare più le sue cose indossai il suo perizoma nero, lo stesso che Igor le regalò anni prima. Quando indossai poco prima il perizoma mi sistemai l’uccello tra le cosce, e lo bloccai indietro, in modo da non avere protuberanze visibili.
Volevo essere la copia sexy e spudorata di mia sorella.
Ripetei la domanda: “Allora…non entri?”. Avevo solo due possibilità. Igor poteva scappare via oppure entrare e lasciarsi coinvolgere dal mio regalo di addio. Mia sorella Claudia non aveva voluto sentire storie e non aveva accettato di incontrarlo.
“Io… io sono qui per Claudia…. Dov’è Claudia?” domandò Igor. “Non c’è nessuna Claudia oggi. – dissi io – Oggi c’è solo Martina”.
Gli presi la mano. Titubante l’ex ragazzo di mia sorella entrò in casa. Presi la s**tola dei cioccolatini e la posai sul tavolo all’ingresso. “Vieni” gli dissi. Mi voltai e sempre tenendolo per mano sculettai davanti a lui fino al divano in modo da mettere in mostra il mio lato B adornato dal perizoma di Claudia e lo feci sedere.
“Siediti, rilassati. Hai bisogno di distrarti e non pensare più a mia sorella Claudia”. Igor si sedette sul divano guardandomi sempre con aria smarrita. “Chiudi gli occhi” sussurrai. Chiuse gli occhi e adagiò la testa all’indietro. Allargai le sue gambe e mi inginocchiai sul tappeto davanti al divano. Iniziai a passare la mia mano sulla patta dei suoi pantaloni. Sentivo indurire il suo cazzo. Passavo la mano dall’estremità del cazzo fin lungo la sua coscia. Sentivo il calore del suo sangue circondare la mia mano che lo faceva indurire sempre di più. Quando il suo cazzo non riscì più ad essere contenuto nei pantaloni lo liberai. Sbottonai i jeans ed abbassai la zip. Igor era sempre ad occhi chiusi che sospirava. Ebbe un fremito. Tirai fuori il suo uccello e lo presi in mano. Iniziai a fargli una sega da vera esperta. Igor aveva davvero un bel cazzo con una cappella molto ben definita. Mi piace fare le seghe. Mi piace la sensazione di sentire l’uccello crescere nella mia mano muovendone la pelle. Guardavo vogliosa la cappella ingrandirsi sotto i miei movimenti. Dopo essere andata su e giù con le mani su quella bella asta rigida avvicinai la bocca. Mi riempii le guance di saliva ed iniziai a spompinarlo. Chiusi gli occhi ed andai su e giù con la testa accompagnando la mia mano. Solo in quel momento mi resi conto che stavo succhiando lo stesso cazzo che per anni aveva succhiato mia sorella. Sentivo in bocca lo stesso sapore e la stessa dimensione che per anni Claudia aveva assaporato. Quel pensiero mi eccitò tremendamente. Avevo il cazzo duro che usciva dal perizoma ed incominciai ad accarezzarmi. Mi sentivo tremendamente puttana con la mano sinistra che segava il mio cazzo e la destra che sorreggeva quello dell’ex di mia sorella mentre lo succhiavo. Igor iniziò ad ansimare più forte. Mi stava guardando con la bocca aperte mentre leccavo il cazzo. “Non ti fermare…Continua…Brava….”. Succhiavo e leccavo la cappella. Mi alzai. Sfilai il perizoma che ormai non copriva più nulla di me. Faci alzare Igor. Lo bacia in bocca facendogli sentire il sapore del suo cazzo attraverso le mie labbra. Scoprii con il tempo che il sapore del cazzo inebria indistintamente donne e uomini. Mi misi a pecorina sul divano. “Scopami” gli dissi. Igor avvicino il suo uccello di marmo al mio culo. Con le mie stesse mani mi allargai le natiche in modo da porgergli il buco il più aperto possibile. Mise una mano sul mio fianco sinistro e con la mano destra indirizzava il cazzo verso il mio culo. Non entrava. Forse non ero abbastanza aperta. “Aspetta” gli dissi. Andai di corsa in bagno e mi cosparsi l’ano con del sapone liquido. Quando tronai Igor era in piedi che se lo stava menando come un ragazzino voglioso. Era evidentemente molto eccitato. Mi piace guardare gli uomini che si masturbano. Mi rimisi in posizione, a pecora. Questa volta il cazzo aiutato dal sapone entrò tutto. Era la prima volta che un cazzo entrava nel mio culo. Era la prima volta che un cazzo vero mi scopava. Era il cazzo dell’ex di mia sorella. Mi diede dei colpi molto decisi, sempre più rapidi. Mi stava inculando ed io godevo. “Godo come una porca!” gridai. Gemetti ed iniziai a sospirare ad ogni colpo che mi dava nel culo. Sentivo il suo cazzo completamente dentro di me. Ebbi il mio primo vero orgasmo anale. Gridavo e godevo. Igor mi incitava mentre mi scopava. “Godi! Dai Claudia godi.” Non mi importò che mi chiamasse col nome di mia sorella. Sapevo che era innamorato di lei. Probabilmente stava pensando di sodomizzare Claudia. Tanto fu il godimento che sborrai senza toccarmi. Dal mio cazzo uscì una bella sbrodolata di liquido caldo e appiccicoso. Dopo qualche minuto anche Igor stava per venire. “Vengo” gridò. Feci in tempo a sfilarmi dal suo uccello e girarmi con la faccia posizionata sotto la sua cappella. Igor continuò con la mano sempre più velocemente, eccitato come non mai. Aprii la bocca e tirai fuori la lingua. Mi sborrò in bocca. Sentivo la lingua ricolma di crema calda che iniziò a colarmi dai lati delle labbra. Due schizzi mi finirono sul viso. In pochi secondi avevo la faccia ricoperta di sborra e la bocca piena. Ingoiai il suo seme caldo. Igor stremato si butto sul divano, con il cazzo che pian piano si ammosciava colante di sperma. Lo guardai con il volto imbiancato e gli sorrisi.
Lo baciai. Volevo che anche lui assaporasse il suo stesso sperma che poco prima mi aveva iniettato in bocca.
Restammo in silenzio ed immobili per qualche secondo.
Igor interruppe il silenzio. “Sai… tua sorella non aveva mai voluto provare il sesso anale in tutti questi anni…e non aveva mai nemmeno ingoiato dopo un pompino”.
“Hai visto – risposi io – oggi è stata una piacevole scoperta”.
Mangiammo i cioccolatini con ancora il sapore di sperma in bocca e ci rivestimmo.

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