Amore Sconosciuto 2^ Parte

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Amore Sconosciuto 2^ Parte
Amore sconosciuto 2^ Parte

La mattina glielo mandai io un messaggio. “Buongiorno! Ho ancora addosso le tracce del tuo sperma: la maggior parte l’ho ingoiato… proprio buono! Ovviamente attendo di berlo dalla fonte! Parliamo anche di cose serie: quando mi scopi? La mia passera attende la famosa ciliegina: dopo il ditalino e la leccata si aspetta venga completato il servizio… è certa non la deluderai! Come si dice? Rimango in attesa…” Dopo un po’ mi arrivò la risposta. “E’ stato meraviglioso sborrarti addosso: ad ogni schizzo che colpiva il tuo corpo ti vedevo sussultare dal piacere! All’inizio eri titubante anche di farti solo accarezzare, adesso godi nel sentirti coperta di sperma e mi chiedi senza pudore di scoparti: brava! Stai diventando proprio una porcellina e sono felice sia io l’artefice del tuo cambiamento! Ma come ti ho detto mi piace farti godere un po’ alla volta… ancora c’è tempo per scoparti! Voglio che mi desideri, che sogni il mio cazzo dentro di te, che ti sfinisci di ditalini al pensiero che io venga dentro la tua fica! Mi accorgo quando scruti i nostri visi nella speranza che qualcuno di noi tradisca il suo desiderio per te… non devi scoprire chi sono… non pensi sia più eccitante? Mi piacerebbe sapere chi di noi quattro maschi preferiresti sia quello che ti sta facendo godere… tranquilla, non mi offendo se non sono quello che desideri!” Certo che avevo il mio desiderio, quello di tutte le femminucce: farmi scopare da mio padre! Ma a lui non lo dissi: se non era papà temevo si dispiacesse, nonostante ciò che avesse detto. “Siete tutti e quattro desiderabili, ma ovviamente uno mi attizza molto di più… ma non te lo dico: anche tu devi rimanere con la curiosità, come l’ho io nei tuoi confronti.” “Ok, hai ragione. Ci vediamo sabato prossimo e preparati come il solito… e non cercare di capire chi io sia! Ormai era diventato un chiodo fisso, non riuscivo a pensare ad altro: volevo essere posseduta dal mio amore i****tuoso sconosciuto! Il ditalino e la leccata di fica, benché mi avessero fatto provare meravigliosi godimenti, non erano più sufficienti a placare la voglia di porcate che il mio amante sconosciuto aveva tirato fuori. Cominciai a riflettere a cosa fosse dovuta quella mia metamorfosi: da essere una normale 18enne, senza grilli per la testa, a sentirmi una gran porca, pronta a farmi chiavare da uno sconosciuto… per di più con stretti vincoli di parentela! Innanzi tutto aver provato piaceri e orgasmi che il mio ragazzo non era stato mai in grado di procurarmi. Quando ci vedevamo gli facevo una sega e lui un ditalino, ma il suo ditalino si limitava a stuzzicare il grilletto, mai le dita nella fica e men che meno nel culo: me ne venivo, ma non avevo mai provato un orgasmo da farmi scoppiare la testa come quello che mi aveva procurato le dita del mio amore sconosciuto. Mai che lui mi avesse chiesto di succhiargli il cazzo, ero sempre io che prendevo l’iniziativa, quando scopavamo mi sarebbe piaciuto condire l’amplesso con frasi spinte, incitamenti volgari per aumentare l’eccitazione, invece mutismo assoluto e il suo silenzio bloccava anche me. Lo scambio di messaggi osceni che scambiavo con il mio amore sconosciuto mi facevano eccitare come non mai, specialmente pensando di scambiarli con mio padre… e qui interviene il fattore i****to: pensandoci bene forse quella era la causa principale del mio cambiamento! Sapere di fare sesso con un componente della mia famiglia mi mandava in estasi! Ormai sarei stata pronta a farmi scopare da loro anche eliminando l’incognito, mi sarei concessa alla luce del sole: il piacere dell’atto perverso e depravato dell’i****to, il gusto del proibito, della trasgressione mi mandava fuori di testa! Se mio padre fosse entrato nella mia stanza da letto e mi avesse chiesto di dargli la fica non avrei perso un attimo per godermi il suo cazzo… e gli avrei dato anche il culo! Madonna santa: il pensiero potesse essere il cazzo di mio padre quello che mi sarebbe entrato nella fica per fottermi mi mandava ai matti! Arrivò sabato sera e mi preparai come sempre… e come sempre verso mezzanotte arrivò in silenzio… e poi benda, manette e luce accesa. Rimase dietro di me, mi baciò il collo cominciando a farmi fremere di piacere e dopo qualche attimo sentii il suo uccello strusciare tra le mie mani: il porco lo aveva tirato fuori e ce lo stava passando sopra. Benché ammanettata glielo afferrai con entrambe le mani e lo strinsi per gustarmi la sua durezza: sentii subito che era proprio un gran bel cazzo, proprio quello che noi femminucce sogniamo di sentire dentro la fica. Bello grosso, duro e caldo: cominciai a muovere le mani avanti e indietro per fargli una sega, mentre lui mi aveva circondato con le braccia da dietro, mi aveva afferrato i seni e seguitava a baciarmi il collo… la fica era già una fontana! Cominciai a gemere. “Dio, che bel cazzo! Me lo metterai nella fica, vero? Quando vorrai io sarò pronta a riceverti! Anche fossi mio padre voglio sentirti dentro… a questo punto non puoi negarmi il piacere di farmi scopare da te! Tanto non c’è alcun rischio: sono protetta e puoi venirmi dentro senza timore!” A questa mia spudorata offerta lo sentii ansimare: mi tolse il cazzo dalle mani e lo sentii venirmi davanti. Sentii un bacio sulla fronte, poi uno sugli occhi, poi uno sulla guancia… e poi la lingua leccarmi sensualmente tutte le labbra, per poi entrarmi prepotentemente nella bocca, alla ricerca della mia: una lingua enorme, viscida, calda che mi riempì meravigliosamente la bocca! Cominciai a succhiargliela con gusto, ci scambiammo un bel po’ di slinguate e di saliva, poi si tolse dal bacio: non feci in tempo a desiderarlo che sentii il suo cazzo strusciarmi sopra il viso. Prima lo avvicinò al mio naso per farmi sentire l’afrodisiaco odore di cazzo eccitato, poi cominciò a strofinarmi la cappella sulle labbra, sulle guance, sugli occhi: usava il suo cazzo come un dolce pennello con cui tratteggiava il profilo del mio viso.
Poi prese a sbattermelo sopra la bocca: quei colpi di cazzo mi facevano sentire una gran troia… e la cosa mi affascinava! Nonostante avessi compiuto 18 anni solo da pochi mesi, il mio amore sconosciuto mi faceva sentire donna! Lentamente, scese con il cazzo lungo tutto il mio corpo, strofinandomi addosso le cappella: sul collo, sul seno, sopra i capezzoli, poi scese lungo la pancia, verso il pube. Cominciai a fremere: “Eccolo… arriva alla fica… me lo infila dentro… mi scopa!” pensavo tra me e me.Sentii aprirmi le gambe: cercai di facilitargli l’accesso scosciandomi più che potevo. Uhmmm! Cazzo… eccolo! Il porco prese a spennellarmi la fica: strusciava la cappella su e giù lungo tutta la fessura, partiva dal buchino e saliva fino al clito, poi tornava indietro… e poi ricominciava. Mi sarei aspettata si fosse fermato all’ingresso della vagina e mi avesse impalata… invece seguitava a farmi impazzire con quella cappella dura e bollente lungo la fica. Lo implorai.”Dai, cazzo… mettimelo nella fica… chiavami… ti prego… ti voglio dentro! Mi stai facendo sentire una troia… ma alle troie piace il cazzo… e allora dammelooo! Allora fottimi come si fa con le troie! Ti prego, amore mio, fammi sentire tuo cazzo che passeggia voglioso dentro il mio ventre!” Sentii uscire dalle sue labbra un sibilo inconfondibile… indicandomi di tacere! “Shhhhhhhhhhh!!!!”Quando con la cappella arrivò nuovamente sul grilletto si fermò… e cominciò a strofinarcelo velocemente sopra: cazzo… cazzo… il porco mi stava facendo un ditalino con la cappella! Cominciai a gemere!”Sei un bastardo… figlio di puttana! Uhmmm! Così mi fai sborrare! Mi stai facendo godere… ma perchè non mi vuoi scopare! Ti offro la mia fica e tu mi respingi! Aaahhhhh! Godo… porco… la tua cappella è bollente… mi fa godereeeee… sììììììì… sto venendo… bastardooo… ti sborro sul cazzooooo!!!” Il movimento veloce della cappella sopra il grillo non mi diede scampo: sborrai come una maiala! Mi abbandonai sulla sedia, ansimante, a bocca aperta a godermi gli ultimi spasimi dell’orgasmo! Stavo ancora godendo quando sentii la sua cappella accarezzarmi le labbra e poi entrare nella mia bocca: il dolce porco voleva glielo succhiassi… non chiedevo di meglio! Tolsi un attimo la bocca. “Ti prego, toglimi le manette, ti giuro non farò nulla per capire chi sei: voglio solo prenderti il cazzo in mano e accarezzarlo mentre te lo succhio e ti faccio venire in bocca… ti prego… fidati!” Si fidò: mi venne dietro, mi tolse le manette e riprese posizione… con il suo cazzo dentro la mia bocca. Lo afferrai con entrambe le mani e lo strinsi forte come temessi mi sfuggisse e cominciai a segarlo mentre succhiavo ingorda la sua cappella dura e bollente. Alternavo la succhiata a gemiti di godimento. “Madonna santa, che bel cazzo! Purtroppo non posso vederlo, ma lo sento proprio grosso, caldo e duro! Adesso Gina te lo svuota tutto per bene dentro la sua bocca! Mi piace succhiare il cazzo e il tuo è dolcissimo! Voglio berti tutto! Domani mi aspetto da te un messaggio erotico per farmi sapere se ti è piaciuto come te l’ho succhiato!” Cominciai a pompare come un’invasata, accompagnando il lavoro di bocca con la sega a due mani. Più lo succhiavo più sentivo il suo cazzo gonfiarsi e indurirsi tra le mie mani: il porco stava godendo… gli stavo facendo un gran bel servizio, proprio un bel bocchino!! Cominciò ad ansimare, ad ondeggiare il ventre avanti e indietro contro la mia bocca, mentre con una mano mi accarezzava la testa e con l’altra il viso. Tolsi una mano dal cazzo, gli afferrai i coglioni e glieli strinsi dolcemente: emise un lungo grugnito, mentre la sua verga mi sobbalzò in bocca! Aumentai il ritmo, volevo gustare la sua crema! Con la bocca gli pompavo la cappella, con una mano gli menavo velocemente il cazzo e con l’altra gli stringevo ritmicamente i coglioni. Sentii il cazzo gonfiarsi in bocca… e lui emettere un leggero sussurro… per non farsi riconoscere.“Si… si… dai!” Capii che stava arrivando… ancora qualche attimo e poi scoppiò… emettendo un lunghissimo grugnito irriconoscibile.“Grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!!!!!” Il primo immenso schizzo mi colpì direttamente la gola, provai a ingoiare, ma non feci in tempo che ne arrivò un secondo che finì per riempirmi la bocca! Capii subito quanto mi fosse impossibile ingoiare tutto: mentre cercavo di ingoiarne quanta più ne potevo, socchiusi le labbra per far fuoriuscire la sborra di troppo! La sentii colare dagli angoli della bocca lungo il mento e da lì scendere sul seno! Mentre con una
mano mi spingeva la testa contro il suo cazzo che seguitava a schizzare sborra su sborra, con l’altra mi accarezzava il viso e il seno… spalmandoci sopra tutto lo sperma che vi era colato sopra! Appena terminato di sborrare tolse il cazzo dalla mia bocca… e mi baciò… mentre la sua mano seguitava a spalmarmi la sborra sopra il seno! Rabbrividii dal piacere nel sentire la sua lingua e le sue labbra gustare il suo stesso sperma! Raccolse con la lingua lo sperma ancora presente agli angoli della mia bocca e me lo depositò dolcemente tra le labbra! Ero in estasi. “Dio mio, quanto vorrei che il mio uomo fosse porco come te! Mi fai morire!” gli sussurrai. Mi diede un ultimo bacio e uscì dalla stanza. Dopo un quarto d’ora gli mandai un messaggio. “Ho ancora tra le labbra il sapore della tua sborra! Il tuo cazzo è stupendo e l’ho succhiato con gusto, ma penso sia arrivato il momento di sentirmelo nella fica! Non credi tu mi abbia fatto soffrire abbastanza? Se la prossima volta che ci vediamo non mi scopi comincio ad urlare come una pazza così tutti si accorgeranno della nostra tresca! Allora?”Arrivò la sua risposta. “Si, hai ragione, ormai è arrivato il momento: il prossimo sabato ti scopo! La ristrutturazione è quasi terminata e tra un paio di settimane ognuno a casa sua… e finisce tutto! E’ rimasto poco tempo ed anche io desidero entrarti dentro! Aspettami come sempre, amore, e avrai finalmente il piacere di sentire il mio cazzo entrarti nella fica: ti scoperò con passione, come non sei mai stata scopata in vita tua! Voglio sentire i tuoi gemiti ad ogni affondo del mio cazzo nel tuo ventre, voglio sentire la tua fica riversare il suo caldo brodino sopra il mio uccello mentre te ne vieni, voglio sentire le tue unghie marcare a sangue la mia schiena mentre ti spruzzo contro l’utero tutta la sborra che mi riempie i coglioni… voglio che tu conosca veramente cosa significa essere posseduta dal proprio uomo… come fossi stato il primo a dare piacere alla tua meravigliosa fica!! Voglio tu possa ricordare per sempre i momenti di piacere che ci daremo sabato prossimo. Vorrei possederti stando sopra di te, farti sentire il peso del mio corpo mentre il mio cazzo ti manda in paradiso, baciarti, accarezzarti, avvinghiarmi a te… ma non è possibile… capiresti subito chi sono! Ti prenderò a pecora, ti chiaverò da dietro, in modo tu non possa toccarmi! In ginocchio davanti a me, a cosce larghe, agitando il bacino contro la mia verga mentre ti fotto ti sentirai ancora più porca… la dolce porca che sto imparando ad amare! Si, tesoro, non voglio più nascondertelo… mi sto innamorando di te! Pensami durante questi giorni… ti voglio eccitata al massimo!” Ero fuori di me: il pensiero stesse per finire tutto, l’eccitazione nel sentire come mi avrebbe scopato… e sapere si stesse innamorando di me! Sentii gli occhi lucidi: era iniziato tutto con la curiosità di farmi accarezzare per provare nuovi piaceri… ed ora non potevo più fare a meno di lui! Gli risposi subito. “Amore mio, anche io mi sto innamorando! Voglio essere tua… la tua puttana di piacere… e tu il mio toro da monta! Te lo chiedo già da ora: sfondami la fica, spaccami, riempimi di sperma, fammi sborrare l’anima… fammi morire di piacere tra le tue braccia! Ma ti prego, ti supplico: non mettermi le manette, non bloccarmi le braccia, ti giuro non ti toccherò se non vuoi, ma sarò più libera di muovermi per darti più piacere! Ti aspetterò sul letto, con le cosce spalancate, e nell’attesa mi toccherò per farti trovare la fica già bella aperta e fradicia, pronta per essere infilata! Appena vieni non dovrai perdere tempo: i preliminari già li abbiamo abbondantemente messi in pratica nei nostri precedenti incontri… adesso ti voglio dentro… subito… subito… voglio sentire il tuo cazzo entrarmi nella fica… e farmi impazzire!”Rispose veloce. “Ok, braccia libere… mi fido di te! Ti prenderò in tutti i modi possibili: ti scoperò finché avrò una goccia di sperma da donarti! A sabato sera… ti amo!” I giorni non passavano mai. Chiesi a papà notizie sulla ristrutturazione della casa di nonno e quando mi disse che ormai era quasi terminata e mancavano solo alcuni ritocchi mi sentii morire… il mio amore sconosciuto stava per svanire così come era apparso nella mia vita! Venne sabato sera: ero eccitatissima! Mamma se ne accorse. “Gina, tesoro, hai una espressione strana: tutto bene?” “Tranquilla, mamma, tutto benissimo!” le risposi, pensando che dopo qualche ora sarei stata molto, ma molto meglio!
Verso le 22,30 me ne andai a letto, spensi la luce, mi sdraia scosciata e iniziai a lavorarmi la fica con entrambe le mani: con una infilavo le dita dentro e le muovevo per prepararmi per bene la vagina, con l’altra mi stuzzicavo il grilletto, pizzicavo e accarezzavo le grandi labbra. Pensai al cazzo del mio amore sconosciuto: già me lo sentivo dentro! Seguitando ad accarezzarmi la fica con la mano libera, mi venne spontaneo farla scendere tra le natiche per raggiungere il buchino: al contatto delle dita sentii un brivido lungo la schiena. Cominciai a stuzzicarlo e ad accarezzarlo… un piacere stupendo, scoperto dalle dita del mio amore sconosciuto. Mi feci più audace, appuntai l’indice e spinsi: con mia piacevole sorpresa lo sentii scivolare dolcemente dentro senza alcun fastidio… ma con immenso piacere! L’eccitazione stava prendendo il sopravvento, ma dovevo fare attenzione: dovevo darmi piacere senza venire! Avevo due dita nella fica e uno nel culo: era la prima volta che mi masturbavo il buchetto del culo e lo trovavo di una eccitazione indescrivibile! La fica ormai era bella dilatata e completamente ricca di umori: pronta a prendere il cazzo del mio amante! Sentii aprire la porta: tolsi le dita dal culo e dalla fica e spalancai ancora di più le cosce… fremevo nell’attesa di essere impalata! Si avvicinò e mi mise subito la benda, poi lo sentii accendere la luce: sapevo stesse ammirandomi nuda sul letto a gambe larghe e approfittai di avere le mani libere. Con entrambe le mani mi aprii le grandi labbra per mostrargli la mia fica completamente dilatata e agitai il bacino in alto e in basso in una oscena offerta. Sentii subito le labbra sopra la mia fica, le diede un bacio a cui seguirono due o tre leccate veloci sul grillo con la punta della lingua… gli spinsi la fica contro la bocca! Mi aiutò ad alzarmi e mi fece capire di mettermi in ginocchio, a pecora, sul bordo del letto: il cuore mi batteva impazzito! Presi posizione, a cosce larghe, con le palme delle mani sopra il letto per darmi un punto di appoggio per muovere liberamente i miei fianchi. La sua mano raggiunse la mia fica, l’accarezzò e infilò un dito dentro: emise un gemito di piacere nel sentirla bella fradicia! “Uhmmmmmmm!!!!” Lo incitai.“La senti come è bagnata: te l’ho preparata per bene, come ti avevo promesso! Mi sono anche infilata un dito nel culo, come mi hai insegnato tu! Dio mio, quanto mi piace essere penetrata nel culo! Mi fa sentire una gran troia! Me lo farai, vero? Mi sfonderai anche il culo? Ti prego: questa sera fa godere la fica, ma la prossima volta voglio darti il culo… me lo devi sverginare! Ti prego, fammi capire che anche tu vuoi incularmi!” Dopo un attimo sentii la sua mano accarezzarmi il viso: mi andò il sangue in testa. “Angelo mio, la tua carezza è un messaggio d’amore… vuoi farmi il culo! Si… si… ma adesso sfondami la ficaaaa!” Non perse più tempo, strofinò la cappella lungo tutto il solco della fica e quando trovò la vagina spinse l’uccello: la fica dilatata e fradicia permise in un attimo l’ingresso completo del cazzo… sentii sbattere i coglioni contro il grilletto… lo avevo tutto nel ventre! Spinsi indietro il culo per sentire la cappella colpirmi l’utero… sentii una scarica elettrica lungo il corpo. “Siiii… si… mi sei dentrooo!!! Ho la fica piena del tuo cazzooo!!! Sto impazzendo! Sono eccitatissima… sbattimi forte che mi fai sborrare… si… si… così… Dio santo come chiavi! E’ così che voglio essere scopata… come una porca… uhmmm… ahhhh… sto godendooo! Chi sei, dimmi chi sei che mi sta facendo godere! Nonno, sei tu? Dimmelo…. ti stai scopando la tua nipotina? Uhmmm… mica mi dispiacerebbe assaggiare il cazzo di mio nonno! Mamma ha sempre detto che sei stato un gran puttaniere… e allora fottimi, che con il tuo cazzo dentro mi stai facendo sentire una gran puttana! O sei tu, zio Giorgio, che mi sta spaccando la fica? Mi sei sempre piaciuto… sapessi quanti ditalini ti ho dedicato! Ora sono tua… prendimi! O è il mio fratellone? Fabio sei tu? Le mie amiche che ti sei scopato mi hanno confessato che hai un bel cazzo… proprio come quello che mi sta chiavando! Allora seguita… non fermarti! Papà, sei rimasto tu: se io sapessi fosse tuo il cazzo dentro la mia fica credo andrei fuori di testa… sarei una delle tante figlie fortunate che si fanno scopare dal loro papà, che gli offrono la fica con tanto amore! Dimmi che sei tu… ti prego! Se non vuoi dirmelo apertamente fammelo capire… ti prego… è tuo il cazzo che sta facendo sborrare tua figliaaaaaa… daiiiiii… affonda il cazzo che sto venendoooo!!! Forte… forte… chiunque tu sia… nonno, zio, Fabio, papààààààààà… scopami… scopami… non ti fermareeeeee!!! Fammi godereeeeeee!!!!” Fu un orgasmo devastante e liberatorio! Mentre seguitavo a venire sculettavo come una zoccola, muovendo il culo a destra e sinistra contro il cazzo… seguitando a chiamare uno per uno i miei quattro possibili amanti. Seguitò a chiavarmi ancora a pecora, ma il mio dolce porco non si limitò più alla sola scopata: sentii il suo pollice posarsi sopra la mia rosellina e cominciare a massaggiarla con movimenti rotatori… sempre più veloci e profondi! Emisi un lungo gemito di approvazione. “Ohhh!!! Sììììì… Accarezzami il buchetto che mi piace! Rammenti, mi hai fatto conoscere tu il piacere di sentirmi un dito nel culo! Lo sai che da allora quando mi masturbo ci infilo sempre un ditino dentro? Il mio godimento si è centuplicato! Uhmmm! Dai… seguita che mi piace! Chiavami e stuzzicami il buchetto!” Ma il maiale volle farmi una più che gradita sorpresa: oltre che roteare il dito iniziò a fare una leggera pressione sul buchetto… pressione che aumentava man mano che aumentavano gli affondi dentro la mia fica! Madonna santa, che goduria: andai in escandescenza! “Ohhhh… cazzoooooo… sììììììììììì… porcooooo… spingimi il dito nel culooo!!! Aaahhhaaa!!! Spingilo tuttooo!!! Dai… maiale… lo sai che mi piace… ficcami il dito in culooo!!!” Ma non c’era certo bisogno di dargli indicazioni: mi spinse il pollice completamente dentro da farmi rabbrividire e cominciò ad affondare all’unisono cazzo e dito dentro i miei buchetti che era una meraviglia! “Cazzo, come sei porco! Dai, maiale: scopami e inculami… scopami e inculami! Madonna santa, che gusto essere chiavata con un dito nel culo!” Stavo godendo come una porca, quando sentii colpirmi da una sonora sculacciata: il mio dolce porcone con la mano libera mi aveva dato una pacca sul culo! Sobbalzai! “Cazzo! Adesso mi sculacci pure!” Non finii la frase che sentii un’altra forte sculacciata… ma sentii pure che aveva aumentato la frequenza degli affondi dentro la mia fica e il suo dito mi vangava il buco del culo sempre più in profondità da mandarmi in estasi! Pensai stesse per venire! Rabbrividii! “Porco, stai per venire, vero? E ti eccita sculacciarmi mentre stai per schizzare! E se ti eccita fallo… sculacciami come una bambina cattiva! Dai… dai… sborrami in fica… riempimi con il tuo sperma!” Seguitò a sculacciarmi con foga, mi sentivo la chiappa bruciare, ma la cosa mi eccitava da pazzi… mentre il cazzo e il dito seguitavano il loro sublime lavoro nei miei due buchetti!! Il suo respiro si faceva sempre più pesante… lo sentivo ansimare come un maiale! Fu questione di un attimo: con la mano libera mi afferrò per un fianco e mi attirò contro di lui, mentre spingeva con violenza la sua verga e il suo dito dentro di me! Stava per venire! Lo incitai! “Eccotiii… daiii… ti sento, cazzo, ti sentooo… schizzami in fica… schizzami in ficaaa!!!” Sentii le unghie artigliarmi la natica, conficcarsi dentro la carne e percorrerla per tutta la lunghezza… mentre un fiume di sperma bollente si riversava dentro il mio ventre! Un grugnito a****lesco accompagnò la sua interminabile sborrata! “Grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!!!!!!!!!!!! Io urlai di piacere e di dolore! Il dito spinto nel culo e le schizzate di sborra mi procurarono un ulteriore e delizioso orgasmo! “Bastardooo! Mi hai graffiato il culo a sangueeee! Le tue unghie mi hanno marchiato il culooo! Ma ti perdono, amore: la tua sublime sborrata in fica ha lenito ogni dolore! Tesoro, mi hai fatto venire ancora! Ti amooo!!” Dopo essersi svuotato per bene dentro di me tolse l’uccello dalla fica e mi aiutò a mettermi distesa, supina! Sentii afferrarmi le gambe e allargarmi completamente le cosce: non feci a tempo a chiedermi cosa volesse farmi quando sentii la sua bocca posarsi sopra la mia fica e risucchiare rumorosamente la sborra che stava colando fuori dalla vagina! Madonna santa, non potevo crederci: cominciò a leccarmi la fica e nel contempo a risucchiare e ingoiare il suo stesso sperma! Ero come impazzita dall’eccitazione! Avrei voluto afferrargli la testa e spingerla contro la mia fica per sentire ancora più piacere dalla leccata, ma avevo promesso di non toccarlo: sentendo i suoi capelli avrei immediatamente potuto capire chi fosse! Lo incitai come una troia! “Cazzo come sei maiale! Dai, leccami tutta la fica sborrata… puliscila per bene, fammi un bel bidè con la lingua! Oddio! Oddio mio! Quanto vorrei che il mio uomo fosse porco come te, che ingoiasse la propria sborra dopo avermi chiavata! Uhmmm! Lecchi la fica da Dio! Cazzo santo… se seguiti a leccarmi mi fai venire un’altra volta! Sììì… cazzooo… sììì… lecca la fregnaaaa che vengoooo!!! Dioooooo!!! Ti sto venendo in boccaaaaaa!!!” Erano passati solo pochi minuti e mi aveva fatto godere per la terza volta con la lingua! Pensavo fosse finita, ma mi sbagliavo! Seguitò a risucchiare il poco sperma che ancora colava dalla fica, poi lo sentii avvicinarsi a me e accarezzarmi il viso… e sentii il suo cazzo viscido di sperma posarsi sopra le labbra! Percepii immediatamente il suo desiderio! “Madonnina santa, tu mi farai morire! Vuoi che ti renda il servizio, vero? Vuoi che ti pulisca il cazzo dopo avermi sborrato dentro! Ma la tua Gina è pronta a soddisfare ogni tuo desiderio… che tra l’altro coincide con
il mio: voglio ingoiare tutta la sborra residua che ancora alberga dentro questo meraviglioso uccello!” Lo leccai e lo succhiai tutto: sarei stata ore con il suo cazzo tra le labbra a gustarmi il suo sapore! Dopo si tolse, lo sentii spegnere la luce… e mi baciò in bocca, con la lingua… senza togliermi la benda! Uscì dalla stanza lasciandomi distesa, ancora con la benda sopra gli occhi, a godermi i postumi del mio orgasmo… e a gustami il sapore della sua sborra che ancora avevo sulle labbra! Continua…

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